Vi presento un libro di Silvana Ranzoli: Emily Dickinson, Words and Images

Vi presento un libro di Silvana Ranzoli: Emily Dickinson, Words and Images

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13 Commenti a “Vi presento un libro di Silvana Ranzoli: Emily Dickinson, Words and Images

  • Sergio Ravanini:

    Cara Silvana,
    ho dato un’occhiata a questo tuo nuovo lavoro e ti ho trovata… alcuni significativi passi più avanti rispetto a qualche anno fa. Quindi, tanti complimenti!
    Un abbraccio.
    Sergio

  • Salve,
    ho visto il libro e sono rimasta davvero stupita, è un lavoro bellissimo e trovo che non solo è un piacere per gli occhi ma anche un’esperienza di lettura unica.
    Nel mio lavoro di docente di inglese sto sperimentando qualcosa di simile – un percorso di letteratura attraverso forme geometriche. Ho allegato il link al blog (ancora in costruzione): spero, in futuro, di poter scambiare qualche idea con Silvana Ranzoli e avere suoi suggerimenti.
    Un saluto
    Ester
     

  • Sono una delle insegnanti di inglese del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche. In seguito all’incontro che hai avuto con i nostri studenti lo scorso aprile, i miei ragazzi  di terza hanno realizzato un video mettendo in pratica i tuoi insegnamenti. Troverai il video su youtube a questo link :http://youtu.be/unSvkWPTXGU
    Sarei felice di sapere cosa ne pensi. Un caro saluto. lorella quintabà

    • Silvana Ranzoli:

      Ai ragazzi di III C del Liceo Scientifico Da Vinci di Civitanova Marche.

      Il vostro video è stata una vera sorpresa. Nell’incontro avevo sottolineato l’importanza di integrare parola e immagine, di utilizzare la veste grafica della pagina o della videata per comunicare messaggi ed emozioni, di ricercare un’unità profonda negli strumenti di analisi e presentazione di un testo.
      Vi avevo invitato a studiare ‘facendo’, realizzando cioè un progetto multimediale per capire il testo, per approfondirlo intrecciando in modo personale (e spesso inaspettato) il piano verbale e quello visivo.
      Il vostro video ha dato ‘corpo ed anima emozionata’ alle mie affermazioni e ai miei esempi, creando un’ulteriore intersezione con la musica di Giuseppe Campa che intensifica il coinvolgimento di un pubblico che è simultaneamente lettore/ascoltatore/spettatore.
      Il vostro video è la prova che è possibile studiare un testo in modo diverso.
      Un grazie molto speciale a ciascuno di voi, a Giuseppe Campa (che spero un giorno di conoscere) e alla vostra Prof.ssa Lorella Quintabà.
      Silvana Ranzoli

      • La ringrazio per  i complimenti che rendono me e i ragazzi felici e orgogliosi.Le parole del sonetto hanno una precisa corrispondenza con le immagini e le note della bella musica dell’amico Giuseppe Campa. Ad ogni ripetizione di nota corrisponde infatti la ripetizione delle parole.I ragazzi hanno anche registrato una versione suonata con le chitarre e cantata.Il tutto per creare un coinvolgimento emotivo .
        Lorella Quintabà

      • giuseppe campa:

        gentilissima Silvana Ranzoli,
        riesco a vedere solo ora questo link, per colpa della mia scarsa  dimestichezza ‘co sto mondo del web’!! Intanto grazie delle gentili espressioni nei miei riguardi. Nelle tue parole hai chiarito esattamente  quello che era l’intendimento da portare avanti con gli allievi della  brava prof. Lorella.  Lei è’
        piena di entusiasmo e ha saputo coinvolgere tutti in un percorso didattico ed educativo di notevole spessore, utilizzando quel che aveva a disposizione: alunni, la mia musica, una poesia e l’entusiasmo giovanile. Il tuo contributo è risultato forte e utile per raggiungere un traguardo ambito.
        Per me era un sogno realizzare un qualcosa che andasse al di là dell’illusione, di un’idea, di un astratto sognare. Invece tutto ha preso corpo e in forma bellissima. Coinvolgere gli alunni a cantare un brano  in inglese, a studiarlo, stando attenti alle difficoltà insite nell’adattare il suono alle parole di un altro linguaggio, non è facile. E’ stata una magia, comunque. E poi il tuo percorso letterario, con le poesie dell’adorata Emily Dickinson mi risulta graditissimo. Ne prenderò alcune copie, interessando  la mia libreria a Modena e ne farò regali per  miei amici. Non vedo l’ora di leggere quel che hai scritto. Parole e immagini: ecco il punto fondamentale, interessare più sensi, più facoltà dell’intelletto, per poter meglio comprendere!! Torna alla mente Wagner e la sua Arte Totale nel Teatro. Non per niente nascondeva l’orchestra sotto il palcoscenico, onde dare l’illusione di una unità di rappresentazione  scenografica, sonora e drammatica. Nel nostro caso la cosa magnifica è stato coinvolgere i giovani!! E questo è bene!
        Grazie per tutto. Chiedo scusa del ritardo nel far presente il mio ringraziamento, ma scrivendo il link nella barra in alto , usciva scritto ” Non trovato”. Ora c’è tutto. Io non sono  iscritto su Facebook, nè ho intenzione di farlo. Mi bastano i due blog nel carrozzone di Libero. Mi danno la possibilità di distrarmi e anche  in modo proficuo. Sarei felice  di approfondire la nostra conoscenza.
        Un caro saluto.
        Giuseppe Campa  
           

        • Silvana Ranzoli:

          Risposta al commento di Giuseppe Campa

          Quello che ha scritto in merito al progetto della Prof.ssa Lorella Quintabà coglie con precisione gli aspetti positivi della complessa attività. Particolarmente significativo il richiamo all’ “unità di rappresentazione  scenografica, sonora e drammatica” sottolineata da Wagner. “La colonna sonora’ della musica che lei ha composto ha facilitato e reso più intensa l’unità tra suono, parola e immagine.
          Grazie
          Silvana Ranzoli

  • silviagoi:

    Premetto : ho solo sfogliato telematicamente il testo e ho letto qualche riga sul metodo didattico seguito.
    Graficamente mi ha piuttosto colpito, sfrutta il meglio della didattica per i pricipianti ( immagini allettanti, teatralizzazione possibile…) ma si rivolge anche ad un livello di competenza ulteriore.
    Piuttosto piccoli, però, i caratteri utilizzati, tanto che questo può pregiudicare la lettura agevole dei testi – e la ‘copertina virtuale’ tutta rose e nastrini farebbe pensare ad una lettura per over-aged….complimenti, in ogni caso – incuriosisce e spinge ad approfondire….  

                                Silvia Goi

  • Bruna Confalonieri:

    cara Silvana,
    ho scelto di introdurre il corso di Letteratura in 3° classico e scientifico con la tua pagina di Words and Images su There is no Frigate like a Book;  ti farò partecipe del feedback delle classi.
    Grazie! Bruna 

  • Paola ELT:

    Buongiorno a tutti, sono Paola, insegno nel liceo scientifico e linguistico di Guastalla (RE).  Ho assistito ad un involving seminar di Silvana la scorsa settimana, riguardo la graphic novel Maus, il che mi ha stimolato ad intervenire sul suo blog. A proposito di “words and images” vorrei condividere con voi minima parte del lavoro svolto due anni fa con la mia allora 2°C: un confronto tematico e visivo (in tutto 27 slides in power point) fra le istanze di Orwell’s 1984″ e il geniale film V for Vendetta, trasposizione dell’omonima graphic novel, che riprende in chiave moderna le tematiche del totalitarismo e della necessità della Memoria storica.  Spero i file siano leggibili e attendo eventuali riscontri, per un proficuo sharing. A presto! Paola

  • Elena Fanti:

    Dear Silvana,
    this book is just amazing. I can see the effectiveness of this teaching/learning/reading method as I tried it myself (quite a few years ago). I just wish I was in school now to learn about Emily Dickinson with this book.
    I must say it is just perfect for students who, like me, have a strong visual memory. This is simply the key for us, to access, understand and memorise a text (any genre). But I really believe this is how the learning should me structured anyway. An author wants to create images, to recall feelings through them. “Translating”, or re-writing, a text into images should always be the basis for the actual learning of literature. Students need to be taught this process, made able to generate their own images through the reading. This is such a great thing to learn.
    Thank you for teaching this.
    Best regards,
    Elena

  • ANGELA CAVALLARO:

    Cara Silvana,
    un breve messaggio per comunicarti che ho seguito il tuo consiglio ed ho iniziato al triennio seguendo le tue indicazioni.
    Ho fatto leggere ai ragazzi le tue riflessioni su J. Lahiri ed ho suggerito di prendere appunti sui seguenti aspetti:

    Quando si vuole imparare una nuova lingua:
    1. Cosa fare in generale
    2. Cosa fare con le parole nuove
    3. A cosa serve il dizionario
    4. Qual è il valore delle parole
    Abbiamo poi in plenary confrontato quello che scrivi con la loro esperienza, e si sono resi conto che in fondo anche loro fanno le stesse cose.
    Ho detto poi di riflettere a casa sulla frase:
    Il percorso [di apprendimento di una L2]è emotivo, intellettuale, culturale e in continua progressione.
    La quinta ha scritto il suo testo in inglese, la terza in italiano, in quartaho lasciato i ragazzi liberi di scegliere la lingua in cui esprimersi.
    Ti allego di seguito alcuni commenti così come me li hanno presentati; non ho voluto apportare alcuna correzione anche per capire il loro livello e il loro sforzo.
    Grazie per il suggerimento, ho bisogno di stimoli nuovi, mi aiutano ad uscire dalla mia routine.
    Un forte abbraccio
    Angela Cavallaro

    Ai giorni nostri, imparare una nuova lingua è molto importante, ci rende autonomi quando viaggiamo e, soprattutto, ci dà la capacità di esprimerci e pensare in un modo differente da quello a cui siamo abituati.
    Di sicuro tutto ciò richiede un dispendio di energie, non è certo facile immergersi in una lingua che non si conosce e lasciare la cosiddetta “sponda”, che per noi è l’italiano. Per questo ci vuole una grande motivazione, ma spesso dietro a ogni motivazione c’è passione, e la passione non scaturisce forse dalle emozioni che ci spingono a fare una cosa che ci piace?
    Ogni lingua diversa che si impara fornisce un differente bagaglio culturale e, come ogni bagaglio, è sempre in viaggio con noi, ovunque andiamo. Non è un bagaglio che può essere messo da parte, per essere rispolverato più avanti: le lingue sono in continua progressione, si evolvono, si rinnovano. Per quanto si possa essere preparati, nessuno può vantare di conoscere perfettamente nemmeno la propria lingua. Infine, si compie necessariamente un processo intellettuale, che porta a una maggiore velocità ed “elasticità” del cervello nell’apprendere e fare proprie delle determinate cose.
    Qualsiasi lingua ha la possibilità di imporsi quando ha alle spalle un forte sistema culturale di riferimento, come avviene nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Per tale motivo, l’inglese è la lingua che chiunque viaggi, per motivi di piacere o di lavoro, necessita di conoscere. I motivi che mi hanno spinto a studiare l’inglese sono stati decisamente diversi: a scuola viene imposto fin dalle elementari. Eppure, nel corso degli anni, è nata da parte mia una vera e propria passione per la lingua, che mi sta portando ad affrontare un viaggio, fisico e non, attraverso i meandri di questa meravigliosa e apparentemente semplice lingua.
    Pian piano ho preso sempre più dimestichezza nel parlare l’inglese, fino a muovermi con estrema facilità all’estero e ricevere diverse soddisfazioni personali: certificazioni, semplici conversazioni sull’aereo con persone straniere, la consapevolezza di essere indipendente dagli altri, il non essere tagliati fuori da discussioni che una volta non si comprendevano…
    Insomma, l’apprendimento di una seconda lingua(o di una terza, quarta, che è ancora meglio) può essere visto come l’opportunità di ricevere una chiave, che letteralmente ci apre un mondo di porte, che aspettano solo la nostra passione e concentrazione per essere oltrepassate.
    Alessia Cavallaro IIIA

    Nel mondo in cui viviamo oggi, data la grande evoluzione dei mezzi di comunicazione, è senza dubbio utile e talvolta necessario imparare almeno una lingua oltre la propria.
    All’inizio l’idea di dover imparare da zero una lingua a volte completamente diversa dalla propria può spaventare, ma con impegno e dedizione nessun ostacolo è invalicabile. L’apprendimento diventerà più facile man mano che si progredisce, ed in un certo senso ci si affezionerà alla lingua studiata, sentendola propria.
    Immergendosi in una nuova lingua è impossibile trascurare la cultura del paese da cui proviene. Che sia tramite particolari modi di dire (per esempio la parola inglese “achievement”, che non ha una parola italiana corrispondente) o tramite la visita del paese stesso, si verrà a conoscenza delle usanze tipiche dei suoi abitanti, il che può suscitare curiosità nello studente, che lo porterà ad immergersi maggiormente.
    Durante l’apprendimento è necessario un grande sforzo psicologico, visto che imparare una nuova lingua non è di sicuro una cosa facile. Applicandosi nello studio si assume una certa “elasticità mentale” , che permette di apprendere più in fretta determinate cose.
    Vista la continua mutazione delle lingue è molto difficile se non impossibile conoscerne in modo completo una, per questo motivo il processo di apprendimento di una lingua si perpetua durante l’intera vita di una persona.
    In conclusione, l’apprendimento di una o più lingue straniere è, secondo me, tra le cose più affascinanti che esistano, impararne una ci apre un modo di opportunità che aspetta solo noi per essere esplorato.
    Giulio Ruello IIIA=

    Why learning a second language is an emotional, intellectual, cultural and progressive process.
    Learning a new language is a personal challenge, a long process which involves most of your skills, but it’s really worth it in order to definitely improve them. It’s a way of opening your mind and looking at the world with different eyes, from another point of view.
    First of all when you learn a new language you can often be in situations in which you don’t feel comfortable, because probably you don’t take in properly what people are talking about. It’s common for new language learners, to feel shame of being misunderstood or just to fear to make mistakes. Nothing worse! If you really want to speak that language, you have to go deep into it and take all the risks. The key is to dare, never be too shy or be frightened of trying. As a matter of fact, you will become good enough to watch films or reading books in that language and this will give you a fair share of pride. In a book, for instance, if you are able to follow the whole story, catch the shades of it and feel what the writer wants to express, that will be a very important achievement and it will give you the right amount of motivation to keep on learning.
    Obviously this is also a process that requires an intellectual effort, from memorizing new words and expressions whenever you met them, to being able to use them when you have to speak. In fact when you learn a language there are two kinds of vocabulary, an active and a passive one. The passive vocabulary consist of that range of words that you can translate or just understand, but you don’t own them properly for usage when you have to “produce” in that language. Therefore you have to enrich more and more your active vocabulary that it’s what allows you to really improve your language and the only way of doing it it’s to practise a lot. Moreover this kind of mental exercise will give you an important flexibility which is very useful for all the other mental activities too.
    Another important aspect of learning a new language is the discovery of a new culture. Needless to say, language is the expression of the whole country’s culture, because several elements of a language as its idioms, often reflect people’s common attitudes or ways of thinking. For instance, a language which has strict and rigid grammar’s structures is quite always expression of a very precise and tidy population. Language can also hide information about countries’ historical background and development, such as being a gender oriented language or not, which certainly has an important value and consequence on people’s mentality. Besides when you know a language your purpose is to communicate with a wider range of people, and this obviously means to get to know their culture and this is a sort of travel that let you dig up an entire new world.
    Finally the learning process is like practising a sport. You need to train hard in order to gain your goals and improve your skills and it’s important to never stop practising otherwise you will forget what you’ve learnt. Step by step the language will be easier to take in and you will brush it up! It’s important to point out that this is a gradual process because the more you learn, the more you will be able to learn and you will find out that you still have so much to know.
    The point is that the challenging process of learning a new language could be long and effortful, but you have to always keep in your mind how important and useful it is. So while improving your language, never give up but be always curious and hungry of acquiring new knowledge about a very interesting world, our world.
    Sara Cozzubbo IV A

    Learning a new language is something that must be accompanied by volition and determination.
    The capacities change from person to person: there are people whose brain is more flexible, other whose brain is less elastic. The flexibility of the brain depends on the ability to change the method of study. Sometimes we have to change our method every day, other times we have to use different methods in one day. This capacity determines the intelligence of the student.
    Personally when I understand a film, a book or more simply a phrase in the foreign language I feel very satisfied with myself and this pushes me to continue to study the language, until I learn it. When I don’t understand something I feel sad but I don’t get frustrated and I try to translate it. If I don’t solve the problem I ask for help to the teacher or I search on the net. For me this is another reason to continue to study the language.
    Therefore learning a new language is something that is personal, because it depends on the intelligence and the character of the student.
    Gabriele Puglisi 4A

    AN EMOTIONAL, INTELLECTUAL AND CULTURAL PATH
    The path is emotional, intellectual, cultural and in continuous progression…
    This is the sentence which concludes the text about the approach to a foreign language. First we have to analyze the word “path”! It is a synonym of “way”, the knowledge of a new language takes place step by step and involves the person in every way:
    • From an emotional point of view, because, while learning, you can cross different states of mind that can go from the fear of “leaving the bank without a life jacket” (as recommended by Lahiri), up to a great satisfaction when you are able to talk to some stranger;
    • From an intellectual point of view, because learning a new language also implies a certain mental fatigue and even a change of mental structure of thought, opening your mind;
    • From a cultural point of view, because through its study, you can gain a greater understanding about people which speak their mother tongue.
    However you will never know a language deeply, even native speakers can’t because of its many facets that increase or change, because it is brought to life by everyday use, therefore the acquisition of a language is constantly evolving.
    Martina Oriana Bucisca V A

  • Monica Berti:

    Gentilissima Silvana Ranzoli,

    un sentito grazie per aver condiviso oggi con noi docenti di Bergamo parte dei tuoi lavori e per averci ispirato con le tue fantastiche WORDS AND IMAGES.

    Thanks!
    Monica Berti

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