Il potere visibile e invisibile della visualizzazione

“We don’t show an insight-inspiring picture because it saves a thousand words; we show it because it elicits the thousand words that make the greatest difference.”
Dan Roam, The Back of the Napkin, 2009

L’apprendimento con le sue molteplici sfaccettature è un processo di crescita in cui la visualizzazione integrata con la parola riveste un ruolo centrale perché lo sviluppo emotivo e cognitivo degli studenti sia più consapevole, unitario e interconnesso con la loro realtà esperienziale e culturale.

Se in questa prospettiva, consideriamo i sensi come finestre aperte su vasti spazi, è il senso della vista che spalanca la finestra più ampia e ci immette in un panorama ricco e ‘tangibile’ sul piano cognitivo ed emotivo. Se confrontato con gli altri sensi, il senso della vista incide in ragione dell’80% rispetto all’ 11% del suono e al 6% dell’odorato.

Ma visualizzare nell’apprendimento e nell’insegnamento non si risolve aggiungendo un’immagine che abbia un legame con il contenuto o il tema di un testo letterario, con un concetto o una procedura legati agli studi letterari o con una strategia come ad es. il problem solving, ecc.

Visualizzare è un processo di rielaborazione che si inserisce in un percorso di apprendimento e lo modifica. L’introduzione di un’immagine grafica o iconica può generare una rete di connessioni visive/verbali, emotive ed esperienziali, suscitare intuizioni e curiosità, stimolare la comunicazione di contenuti ed emozioni, può essere strumento di organizzazione del pensiero in cui la parola si integra con l’immagine e l’immagine con la parola.
E l’immagine sa insediarsi con forza nella memoria per rimanervi a lungo con la potenza evocatrice delle conoscenze, emozioni, intuizioni, interconnessioni che ha suscitato.

Come avviene per la rielaborazione, il processo di visualizzazione può orientarsi verso forme di sintesi o di espansione, tradursi in una modifica del mezzo espressivo o personalizzare il percorso di apprendimento. La visualizzazione può spesso pervenire a forme di creatività soprattutto quando l’insegnante o lo studente non si fermano alla giustapposizione del testo verbale e dell’immagine grafica o iconica, ma riescono con un’intuizione profonda ad arrivare alla loro fusione.

Una tipologia di visualizzazione come quella configurata diventa anche momento di studio approfondito, organizzato, multimediale e multidisciplinare che produce competenze permanenti. La ricaduta sulla crescita personale e di classe, sulla motivazione, sulla qualità dei programmi, sull’acquisizione e l’uso comunicativo della lingua, sull’uso intelligente e proficuo delle nuove tecnologie (LIM compresa) è sorprendente.
Emily Dickinson, Words and Images - Il potere visibile e invisibile della visualizzazione

8 Commenti a “Il potere visibile e invisibile della visualizzazione”

  • Anna Maria Cassanmagnago:

    E’ vero: contenuto e immagini si fondono in un unico significato e si supportano a vicenda proprio grazie alle connessioni che li legano. Spesso di fronte ad un paesaggio, un tramonto o una bufera ci torna alla mente un testo letto magari anni fa – ma la visione lo richiama immediatamente. Lo stesso vale per il contrario: un testo può richamarci un’immagine di cui ci si era dimenticati e che è solo “dormiente” nella nostra mente e anima.

  • Annamaria:

    Credo che le “belle” immagini del libro predispongono ad accogliere il significato che le parole in poesia portano con sé.
    E’ stata usata l’espressione “intuizione profonda” che penso esprima proprio bene quel momento magico in cui si capisce ciò che il poeta intende, o meglio, ciò che noi proviamo e viviamo in quel momento evocato dalla poesia.
    In fondo per apprezzare la poesia bisogna farsi trasportare altrove e poi la poesia in lingua straniera ha bisogno di essere veicolata attraverso mezzi potenti che riescano ad aiutare le parole che non sempre portano con sé un vissuto .
    Come può uno studente di scuola superiore cogliere le sfumature lessicali della poesia se talvolta non le conosce neanche?
    Il contenuto, il messaggio sono importanti ma la poesia non è solo questo, è musicalità o anche dissonanza: è un’alchimia.
    Le immagini aiutano l’insegnante a far cogliere agli studenti quel certo non so che difficile da spiegare – e poi sono da stimolo per un arricchimento linguistico.

  • Luisa Tomarelli:

    Dopo averlo vissuto in prima persona, confermo in pieno che un apprendimento multidisciplinare e supportato dalle immagini permette non solo di imparare/studiare, ma soprattutto di interiorizzare a fondo i contenuti, potendoli così rielaborare in maniera soggettiva anche a distanza di tempo.
    Una determinata poesia, un testo letterario, un quadro, un’immagine diventano così esperienze personali che contribuiscono a formare l’identità di ciascuno di noi.

    • Silvana Ranzoli:

      Una domanda che gli insegnanti di lingua straniera spesso si pongono è, “Che cosa rimane dei percorsi compiuti nel mondo della letteratura inglese/francese/tedesca, ecc. ad uno studente che non prosegua gli studi nell’ambito letterario o nell’area umanistica?”.
      La risposta dà o toglie validità a questi percorsi e alla modalità con cui sono disegnati e realizzati.
      Nell’e-mail che mi ha segnalava i suoi interventi nel blog, Luisa Tomarelli fornisce una
      risposta che rendo nota con la sua autorizzazione.
      La sua valutazione riguarda in questo caso la letteratura inglese, ma potrebbe essere estesa a tutte le discipline scolastiche che non rientrano per uno studente nel suo curricolo professionale.

      “Come racconto nel blog, dopo il liceo non ho più avuto occasioni di avvicinarmi alla letteratura e all’arte, dato il mio percorso prettamente scientifico.
      Penso che questo sia comune a gran parte degli studenti……
      Io sono ancora oggi affascinata dalla letteratura inglese e non solo – ogni tanto riprendo in mano i testi scolastici del liceo e rileggo qualche poesia o qualche passaggio di prosa o sfoglio qualche libro d’arte…per alcuni di essi ho un ricordo così bello ed intenso che sono assolutamente grata di quanto allora ho imparato.
      Oggi stesso, presa dai ricordi dopo aver letto alcuni passaggi sul blog, mi sono andata a rileggere “The Daffodils”: in mente avevo i prati di fiori gialli e nelle orecchie la musicalità della poesia…rileggerla è stata un bellissimo ritorno a 15 anni fa.
      Spero tanto che il suo nuovo progetto editoriale possa decollare….”

  • Elena:

    Emily Dickinson, magari già presentata dal collega di italiano in una quinta ginnasio, può sembrare difficile e concettuale e soprattutto non lasciare negli studenti quella traccia emozionale che noi sensibili cultori della letteratura vorremmo.
    Interessante che alcune mie studentesse, forse più attente ai moti dell’anima, abbiano richiesto il libro e confermato come le immagini, i quadri proposti e le domande di comprensione profonda abbiano spalancato una finestra sul modo di contattare le emozioni come solo gli adolescenti sanno ancora fare e abbiano sollecitato la loro competenza comunicativa portandole a condividere il passato della poetessa e ad intrecciarlo con il loro futuro di esseri umani.

    • Silvana Ranzoli:

      Chiederei cortesemente a Paola di inviare due esempi dei poster multisensoriali prodotti dagli studenti. Vorrei pubblicarli all’interno del blog come esempi concreti di una produzione differenziata e personale che può accompagnare e potenziare un modo diverso di accostarsi alla poesia.

      E a proposito di poster relativi a Emily Dickinson e alla sua poesia, vi segnalo quelli che l’illustratrice Penelope Dullaghan ha creato per Emily Dickinson Museum in Amherst, MA: Emily Dickinson Museum 2007 Poster (Winter) e Emily Dickinson Museum 2008 Poster (Spring).

      Per vedere e capire i poster, digitare ‘Emily Dickinson’ nella casella di ricerca di http://penelopeillustration.com/?s=Emily+Dickinson

  • Elena:

    Inserisco un poster con colori e associazioni di idee organizzate sulla pagina da un piccolo gruppo di studenti: snow, per esempio, è stato realizzato a rilievo con palline di carta sottile, peace con il simbolo ben riconoscibile.

    Poi ogni studente ha letto in classe il verso che lo aveva colpito maggiormente dandone le motivazioni e ricorrendo alle emozioni suscitate dalla poesia e dalla realizzazione grafica.

  • Cristina Rizzotti Vlach:

    Carissima Silvana,
    come insegnante di tedesco presso una scuola superiore di Verona, ho partecipato con vivo interesse ai due incontri di aggiornamento organizzati da LEND , dal titolo
    Nell’era di Internet, CLIL e LIM l’uso del linguaggio visivo integrato con quello verbale ridisegna la didattica degli studi letterari ” che hai tenuto in marzo. Già allora ti avevo fatto sapere il mio vivo interesse per quanto ci hai proposto. 
    Non avendo classi  con le quali trattare letteratura ho pensato  di fare illustrare, secondo i tuoi suggerimenti, una poesia.
    Si tratta di una specie di gioco di parole che sottolinea l’importanza dei verbi modali.
    Di seguito una  breve traduzione dal tedesco:
     
     Non si deve calpestare l’erba
    e la sera si  deve pregare
    Le vitamine si devono mangiare
    e le date non sono da dimenticare.

    Non dobbiamo barare nel gioco
    e non dovremmo mai mentire
    Bisogna lavarsi i denti ogni giorno
    e non bisogna sporcare i vestiti.

    I bambini dovrebbero parlare a bassa voce
    Alla domenica si dovrebbe vestire elegantemente
    e indossare un cappello
    Le sigarette non sono buone.

    Voglio conoscere il nome di tutte le stelle
     e a volte chiamare il mio cane gatto!
    Non voglio più lavare calzini
    e voglio invece mangiare mille caramelle !

    Non voglio pagare le tasse,
    voglio colorare tutte le pareti di vari colori.
    Voglio andare senza scarpe
    e non voglio  più  vedere lacrime.

    Non vorrei più dovere ,
    Voglio baciare una tigre,
    tutto quello che volete niente di più.
     
     In tedesco la poesia è tutta in rima; di solito piace agli alunni, la faccio studiare a memoria, spesso viene  persino mimata. Due anni fa l’abbiamo addirittura “cantata”. Trovo la poesia “angenehm”, alcune frasi anche  se, o proprio  perché , al margine della non realtà si prestano ottimamente per far assimilare nel modo più appropriato i verbi modali.
    La si ritrova nel mio PPT
    http://www.istitutomazzini.napoli.it/lingue/linksted/Modalverben.zip .(Dia n. 14).
    Non si è trattato di un lavoro di classe, anche perché le classi del biennio di quest’anno non sono mai state particolarmente motivate nonostante tutti i miei sforzi.  Ho chiesto semplicemente se qualcuno fosse interessato a scegliere delle immagini per commentare e quindi per spiegare la poesia. Non ho dato particolare enfasi alla cosa, anche perché immaginavo che tutto sarebbe caduto nel vuoto. Due allieve hanno dato invece  subito e con autentico  entusiasmo la loro adesione, manifestando il desiderio di lavorare insieme. Non ho obiettato. Hanno lavorato  a casa, presentandomi alcuni risultati, non propriamente perfetti….. li ho rivisti con loro, del tipo….  Viele Vitamine essen (immagine tubetto Multicentrum… meglio frutta) o Kinder sollen leise sprechen  (bocche cucite, per me übertrieben, invece dell’attuale immagine scelta).  In tre settimane il tutto era pronto, ho valutato con due dieci, ma soprattutto ho fatto vedere alle altre classi il risultato. Senza mezzi termini mi hanno fatto sapere che anche loro avrebbero “gradito” un simile approccio – erano estremamente interessati. Il tipo di attività verrà sicuramente da me ripresa e riproposta il prossimo anno.
    Di seguito  il link dove si può prendere visione del Power Point :
    http://www.istitutomazzini.napoli.it/lingue/linksted/linksted.htm#Modalverben
    Modalverben: „ich möchte nicht mehr sollen müssen“
     
    Grazie  ancora dei tuoi interessanti spunti, il merito del successo è sicuramente anche tuo.
     
     Cristina Rizzotti Vlach
    Betreuerin der Länderlisten Italien und Deutschland

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